Gold History 3 min di lettura
2001-2015: il ritorno, il picco e la caduta
Dodici anni consecutivi di rialzo fino ai 1.895 dollari del settembre 2011, poi una correzione che dimezzò il prezzo. Con due lezioni scomode nel mezzo.
Ci sono serie che nei mercati non si vedono quasi mai: a partire dal fondo del 1999, l’oro chiude in rialzo dodici anni di fila. Poi, in quattro anni, ne perde quasi la metà. Le due parti di questa storia vanno raccontate insieme, perché separate mentono entrambe.
Che cosa riaccese il ciclo
Lo scoppio della bolla tecnologica, gli attentati dell’11 settembre 2001, i tassi americani portati all’1% e un dollaro in indebolimento costante. Sullo sfondo, le banche centrali smettono di vendere: l’accordo di Washington del 1999 aveva messo un tetto alle liquidazioni.
C’è poi un fatto tecnico che cambia la platea dei compratori. Dal 2003 nascono i primi fondi quotati garantiti da metallo — in Australia, poi a New York nel 2004. Da quel momento comprare oro non richiede più un caveau: bastano un conto titoli e un clic. Nel giro di pochi anni quei fondi accumulano centinaia di tonnellate.
Il 2008, che non andò come si racconta
Nel marzo 2008 l’oro supera per la prima volta i 1.000 dollari. Poi, nell’autunno, arriva il fallimento di Lehman Brothers — il momento in cui, secondo il racconto corrente, il bene rifugio avrebbe dovuto brillare.
Il picco del 2011
Il rialzo successivo è alimentato dai programmi di acquisto delle banche centrali dopo la crisi, dai tassi reali scesi sotto zero e dalla crisi dei debiti sovrani europei. Il 5 agosto 2011 l’agenzia Standard & Poor’s declassa il debito degli Stati Uniti, che perde per la prima volta la tripla A.
Un mese dopo, il 5 settembre 2011, il fixing di Londra segna 1.895 dollari. Il giorno seguente il prezzo tocca il massimo intraday di 1.920 dollari. È il culmine del ciclo.
La discesa
Il 2013 è l’anno peggiore dal 1981: circa il 28% in meno in dodici mesi, con due sedute — il 12 e il 15 aprile — in cui il prezzo perde oltre duecento dollari. I fondi quotati, che avevano accompagnato la salita, restituiscono nello stesso anno oltre ottocento tonnellate di metallo: lo stesso strumento che aveva ampliato la domanda amplifica l’uscita.
Il fondo arriva a dicembre 2015, a 1.049 dollari, nei giorni in cui la Federal Reserve alza i tassi per la prima volta dal 2006.
Le due lezioni
La prima: chi comprò al picco del settembre 2011 dovette aspettare l’agosto 2020 per rivedere il proprio prezzo di carico. Nove anni. Non è un caso limite, è la normalità dei mercati che salgono in verticale.
La seconda riguarda gli strumenti. I fondi quotati hanno reso l’oro accessibile, e questo ha allargato il mercato; ma hanno anche portato dentro una domanda che entra ed esce in giornata. Una parte della volatilità del 2013 è figlia di quella comodità.
I rendimenti passati non sono indicativi dei rendimenti futuri.