Gold History 3 min di lettura
Dal 2020: pandemia, sanzioni e il ritorno delle banche centrali
In sei anni l'oro è passato da 1.500 dollari a un massimo storico sopra i 5.500. A muoverlo non sono stati i risparmiatori, ma i bilanci delle banche centrali.
L’ultima era del prezzo dell’oro è cominciata nel 2020 e non è ancora finita. Ha una caratteristica che la distingue da tutte le precedenti: il compratore principale non è il pubblico.
Marzo 2020, di nuovo la stessa lezione
Nelle due settimane di panico che seguirono la dichiarazione di pandemia, l’oro scese di circa il 12%. Come nel 2008, e per la stessa ragione: quando serve liquidità si vende ciò che ha un mercato.
Poi arrivarono i programmi di sostegno più grandi della storia, i tassi a zero e i rendimenti reali negativi. Il 6 agosto 2020 il prezzo superò per la prima volta i 2.000 dollari l’oncia.
Il paradosso del 2021-2022
Segue una fase che vale la pena ricordare, perché smentisce una frase che si sente spesso. Nel 2022 l’inflazione occidentale toccò i livelli più alti da quarant’anni — e l’oro restò sostanzialmente fermo.
Il motivo è che l’oro non risponde all’inflazione, ma ai tassi reali: e le banche centrali alzarono i tassi più rapidamente dell’inflazione stessa. Chi aveva comprato oro «contro l’inflazione» scoprì che la relazione era più indiretta di quanto gli era stato detto.
Febbraio 2022, il punto di svolta
La risposta si legge nei numeri. Dal 2022 gli acquisti netti di oro delle banche centrali hanno superato le mille tonnellate l’anno per tre anni consecutivi, contro una media di circa cinquecento nel decennio precedente. Nel 2024 l’oro ha superato l’euro come seconda attività di riserva mondiale per valore di mercato, dietro il solo dollaro.
La corsa del 2025 e il massimo del 2026
Il prezzo ha superato i 3.000 dollari nel marzo 2025 e i 3.500 il mese successivo. Il massimo storico è arrivato nel gennaio 2026, oltre i 5.500 dollari, seguito da una correzione consistente nei mesi successivi.
Il dato interessante non è il numero: è che la relazione con i tassi reali americani, che aveva descritto bene il prezzo dal 2006 al 2021, in questa fase ha smesso di funzionare. Quando entra un compratore che non calcola il costo opportunità — perché il suo obiettivo non è il rendimento, ma ridurre la dipendenza dalla valuta di qualcun altro — il vecchio modello descrive una parte più piccola del quadro.
Che cosa non si può dire
Non si può dire quanto durerà. Le sei ere del prezzo dell’oro insegnano che le fasi lunghe esistono in entrambe le direzioni: quella iniziata nel 1980 durò vent’anni e andò nella direzione opposta a questa.
Quello che si può dire è che la domanda ufficiale, a differenza di quella speculativa, si muove lentamente e per ragioni che non cambiano in un trimestre. È un’informazione sul contesto, non una previsione: i rendimenti passati non sono indicativi dei rendimenti futuri.