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Gold History 3 min di lettura

Il fixing di Londra, dal 1919 a oggi

Ogni giorno, due volte, si stabilisce il prezzo di riferimento dell'oro. Chi lo fa, come lo fa, e perché è cambiato tutto nel 2015.

Quando un contratto dice «al prezzo del fixing», sta rimandando a una procedura che si ripete da oltre un secolo e che quasi nessun risparmiatore ha mai visto descritta. Vale la pena, perché è il numero su cui si regolano gli acquisti seri.

Il 12 settembre 1919

Quella mattina cinque case si riunirono negli uffici di N. M. Rothschild & Sons, a St Swithin’s Lane. Sedettero a un tavolo, ognuna con una linea telefonica aperta verso i propri clienti, e cercarono il prezzo al quale la quantità offerta e quella domandata coincidevano.

Il meccanismo non era un’asta al rialzo. Il presidente proponeva un prezzo; ogni casa dichiarava quanto avrebbe comprato o venduto a quel prezzo. Se i due totali non coincidevano, il presidente ne proponeva un altro. Finché combaciavano, e allora il prezzo era «fissato».

Ogni rappresentante teneva davanti a sé una piccola bandiera. Finché era alzata, un cliente stava ancora modificando il proprio ordine e la procedura non poteva chiudersi. Da quel gesto viene un’espressione inglese usata ancora oggi nelle sale operative: flag is up.

Le tappe

1939-1954. La procedura è sospesa per la guerra e per il decennio successivo.

1968. Nasce il secondo fixing giornaliero, nel pomeriggio, per coprire l’apertura dei mercati americani. Da allora sono due: uno alle 10:30 e uno alle 15:00, ora di Londra.

2004. Rothschild si ritira. Il tavolo diventa una conferenza telefonica.

2015. È l’anno che cambia tutto.

Cosa è successo nel 2015

Dopo anni di indagini sulla trasparenza delle procedure telefoniche, la London Bullion Market Association ha sostituito il fixing con il LBMA Gold Price: un’asta elettronica gestita da ICE Benchmark Administration, con una procedura pubblicata e verificabile.

Funziona così. Il sistema propone un prezzo di partenza. I partecipanti — oggi più di una dozzina, non più cinque — inseriscono i loro volumi. Se lo sbilancio fra domanda e offerta supera una soglia dichiarata, il sistema propone un nuovo prezzo e si apre un altro giro. Ogni giro dura trenta secondi, e di norma ne bastano pochi: l’asta si chiude quasi sempre in pochi minuti.

Perché conta per chi compra

Perché è la risposta alla prima domanda da fare davanti a qualsiasi offerta di oro da investimento: a quale prezzo è ancorata?

Un’offerta seria dichiara il riferimento — il LBMA Gold Price del giorno — e dichiara separatamente il proprio margine. Un’offerta che espone un prezzo unico senza dire da dove viene sta chiedendo di essere creduta sulla parola su due numeri invece che su uno.

È lo stesso criterio con cui si legge il cambio in un ufficio valute: non conta il numero esposto, conta quanto dista da quello ufficiale.

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