Gold History 3 min di lettura
Il gold standard e la finestra chiusa nel 1971
Per un secolo le monete furono ricevute per una quantità d'oro. Il 15 agosto 1971 quella promessa fu sospesa, e non è mai stata riaperta.
C’è una data che divide in due la storia del denaro, e quasi nessuno la ricorda: domenica 15 agosto 1971. Quella sera il presidente americano Richard Nixon interruppe la programmazione televisiva per annunciare una misura «temporanea». È in vigore da allora.
Com’era prima
Nel sistema classico, in vigore dagli anni Settanta dell’Ottocento fino alla Grande Guerra, una banconota era una ricevuta. Portandola allo sportello si otteneva una quantità fissa di metallo, scritta sulla banconota stessa.
Questo imponeva un vincolo che oggi suona esotico: uno stato non poteva spendere più oro di quanto ne possedesse. Non era una scelta di disciplina, era un’impossibilità aritmetica.
Bretton Woods, il compromesso
Nel luglio 1944, con la guerra ancora in corso, quarantaquattro paesi si riunirono in un albergo del New Hampshire e disegnarono il sistema successivo. Non tutte le monete sarebbero state convertibili in oro: soltanto il dollaro, a un tasso fisso di 35 dollari per oncia. Le altre valute si sarebbero ancorate al dollaro.
Il metallo restava l’ancora, ma a una distanza in più. Chi voleva oro doveva prima passare per il dollaro.
Il difetto di costruzione
L’economista Robert Triffin lo descrisse già nel 1960, e il problema porta il suo nome. Perché il commercio mondiale cresca servono sempre più dollari in circolazione. Ma più dollari circolano, meno credibile diventa la promessa di convertirli tutti in un oro che non cresce alla stessa velocità.
Il sistema chiedeva agli Stati Uniti due cose contemporaneamente e incompatibili: emettere abbondantemente e restare convertibili.
Alla fine degli anni Sessanta i dollari all’estero superavano di parecchie volte l’oro custodito a Fort Knox. Francia e Regno Unito cominciarono a presentarsi allo sportello.
Cosa cambiò davvero
Dal 1971 il valore di una moneta non dipende più da una quantità di metallo, ma dalla fiducia in chi la emette e dalla disciplina con cui viene emessa. È un sistema che ha permesso una flessibilità enorme — e che ha tolto l’unico limite fisico che esisteva.
Il prezzo dell’oro, che era rimasto fermo a 35 dollari per ventisette anni per definizione, cominciò a essere determinato dal mercato. In dieci anni si moltiplicò per venti. Non perché l’oro fosse diventato più prezioso: perché era finita la regola che ne dichiarava il prezzo.
Perché riguarda chi risparmia oggi
Perché spiega la differenza fra le due cose che si tengono in casa. Una banconota è una promessa: vale finché chi l’ha emessa resta credibile. Un lingotto non promette niente, e proprio per questo non può essere disatteso.
Chi accumula oro fisico non sta scommettendo contro le monete. Sta tenendo, accanto alle promesse, qualcosa che non ne è una.