Vai al contenuto

Gold History 3 min di lettura

Perché proprio l'oro è diventato moneta

Non fu una scelta culturale: degli oltre novanta elementi naturali, per fare moneta ne restava praticamente uno. La selezione, elemento per elemento.

Civiltà che non si sono mai incontrate — l’Egitto, la Cina, il Perù, la Lidia — sono arrivate indipendentemente allo stesso metallo. Quando una coincidenza si ripete su tre continenti senza contatti, di solito non è una coincidenza: è un vincolo fisico.

Cosa deve saper fare una moneta

Prima di guardare la tavola periodica conviene fissare i requisiti. Una moneta di riserva deve essere durevole, perché deve attraversare generazioni; divisibile, perché il valore va frazionato; riconoscibile, perché chi la riceve deve poterla verificare; rara al punto giusto, perché se è troppo comune non concentra valore e se è troppo rara non circola.

Sono quattro condizioni. Applicate agli elementi naturali, tagliano quasi tutto.

L’eliminazione, per gruppi

I gas. Undici elementi sono gassosi a temperatura ambiente. Non si tengono in tasca.

I liquidi e i volatili. Restano fuori per lo stesso motivo. Il mercurio, che pure affascinò gli alchimisti, è liquido e velenoso.

I reattivi. I metalli alcalini e alcalino-terrosi — sodio, potassio, calcio, magnesio — reagiscono con l’aria e con l’acqua. Una moneta che si corrode in cantina non conserva valore, lo perde.

I radioattivi. Tutto ciò che sta oltre il piombo decade. Una riserva che cambia da sola non è una riserva.

I troppo comuni. Ferro, alluminio, rame e nichel sono ovunque nella crosta terrestre. Il ferro arrugginisce, e per accumulare in ferro il valore di una casa servirebbe un magazzino.

I troppo difficili. Titanio e tungsteno sono durevoli, ma fondono a temperature che nessuna civiltà antica poteva raggiungere. Una moneta che non si può coniare non è una moneta.

Restano i metalli nobili: rutenio, rodio, palladio, osmio, iridio, platino, argento e oro. Cinque degli otto — rodio, palladio, osmio, iridio e rutenio — sono stati isolati soltanto nell’Ottocento, e il platino nel Settecento: fondono a temperature che nessuna fornace antica raggiungeva, e in natura si trovano in quantità troppo piccole per farne monete.

I due finalisti

Argento e oro arrivano in fondo insieme, e infatti hanno circolato insieme per millenni. L’argento però annerisce a contatto con lo zolfo dell’aria: dopo qualche decennio una moneta d’argento è scura, e va pulita.

L’oro no. Non si ossida all’aria, non si corrode, non annerisce. Un lingotto tirato su da un relitto dopo tre secoli sott’acqua esce dal mare esattamente come vi era entrato. È l’unico metallo comune di cui si possa dire.

Cosa dice questo oggi

Che l’oro non è moneta per tradizione o per abitudine estetica, ma perché è l’unico elemento che soddisfa tutti e quattro i requisiti insieme. Le monete di carta hanno smesso di essere convertibili nel 1971; l’oro non ha smesso di essere quello che era.

Chi accumula oro fisico non sta comprando un’usanza. Sta comprando l’unica riserva di valore che non richiede la solvibilità di nessuno.

Argomenti

Tutti gli articoli