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TFM e welfare: l'oro per amministratori e dipendenti
Dal trattamento di fine mandato accantonato in oro ai piccoli lingotti come premi aziendali: gli usi dell'oro fisico oltre il TFR.
Dopo il TFR, il secondo caso d’uso aziendale dell’oro fisico riguarda chi l’azienda la guida: il TFM. E il terzo riguarda tutti gli altri: il welfare.
Il TFM in due frasi
Il Trattamento di Fine Mandato è l’indennità che una società può riconoscere ai propri amministratori al termine dell’incarico. È facoltativo, e per avere pieno effetto va deliberato dall’assemblea con data certa anteriore alla nomina.
Perché accantonarlo in oro
Il doppio vantaggio: la quota accantonata annualmente è deducibile dal reddito d’impresa ai fini IRES, e la riserva — convertita in oro fisico — resta patrimonio di proprietà aziendale fino all’erogazione, custodita e assicurata.
C’è poi la protezione per l’amministratore: un TFM monetario incassato dopo dieci o vent’anni ha subito l’intera erosione dell’inflazione nel frattempo. Ancorato all’oro, punta a conservare il potere d’acquisto — i rendimenti passati non sono indicativi dei rendimenti futuri. A fine mandato, previo accordo, la liquidazione può avvenire in denaro o con l’assegnazione diretta dei lingotti.
Il welfare: piccoli lingotti come premi
Gli usi commerciali completano il quadro: contest di vendita con premi in oro, personalizzazione del packaging e — per ordini significativi — della coniazione con il logo aziendale.
Il metodo
Ogni soluzione B2B passa dagli stessi binari dell’offerta privata: oro 999,9/1000 certificato LBMA, esenzione IVA ex Legge 7/2000, custodia allocata in caveau tedesco con polizza «All Risk». Le implicazioni fiscali e contributive specifiche vanno sempre verificate con i consulenti dell’azienda.